Dove si può fumare la sigaretta elettronica in Italia? Quali le norme e quali i divieti?

04/10/2018

Cosa dice la legge italiana in merito alle sigarette elettroniche?

Categorie: News

Qualche anno fa sono arrivate anche in Italia le sigarette elettroniche. Molti fumatori si sono convertiti allo svapo convinti dall’alternativa potenzialmente meno dannosa e dalla possibilità di svapare liberamente anche nei luoghi chiusi. Ma esiste un divieto di fumo per la sigaretta elettronica? Oggi anche le e-cig, come tutti i prodotti, devono sottostare a precise normative di produzione, vendita e utilizzo. Conoscere la legge e i divieti che prevede ci aiuta a tutelare la nostra salute e ad evitare sanzioni.

Leggi che regolano la produzione di sigarette elettroniche in Italia

In Europa la normativa comunitaria EUTPD disciplina le regole fondamentali per la produzioni di liquidi da inalazione. In Italia, questa normativa è stata trasposta dal decreto attuativo 06/2016. Questo decreto detta quindi precise indicazioni sulle certificazioni dei prodotti, sul dosaggio dei liquidi e sulle indicazioni d’uso che devono essere apposte sulle confezioni, garantendo in questo modo elevati standard qualitativi negli interessi degli svapatori.

Vediamo insieme le indicazioni più importanti.

Certificazione di e-cig e liquidi

Sai che, in tema di sigarette elettroniche, la legge tutela la salute degli svapatori garantendo la qualità dei prodotti?
I produttori di e-cig e liquidi, infatti, hanno l’obbligo di notificare anticipatamente (almeno 6 mesi prima) al Ministero della Salute e al Ministero dello Sviluppo Economico una serie di informazioni fondamentali relative al prodotto che intendono immettere sul mercato.
Devono inoltre ricevere la certificazione di un laboratorio accreditato da parte dei ministeri competenti. Tale laboratorio ha il compito di analizzare dei campioni per certificare la conformità del prodotto alla normativa italiana e alla normativa europea sulle sigarette elettroniche.

Dosaggio dei liquidi per sigarette elettroniche

Anche il liquido per sigarette elettroniche, contenente o meno nicotina, deve rispettare una serie di requisiti stabiliti dalla legge.

      • Innanzitutto deve contenere solo ingredienti di elevata purezza, limitando le impurità a tracce solo se dimostrato che questo è tecnicamente inevitabile durante il processo di produzione.
      • Inoltre, fatta eccezione per la nicotina, non deve contenere altri ingredienti che possano rappresentare un pericolo per la salute del consumatore.
      • Secondo le attuali normative EUTPD (European Union Tobacco Product Directive), negli e-liquid è consentita una concentrazione massima di nicotina pari a 20 mg/ml.
      • La capacità massima di un contenitore di liquido deve essere di 10 ml, mentre quella dei cleromizzatori di 2 ml.

Per questo motivo è fondamentale acquistare liquido certificato, evitando produzioni domestiche o liquidi di dubbia provenienza.

Indicazioni necessarie sulle confezioni di e-cig e liquidi

Secondo la vigente normativa, sigaretta elettronica ed e-liquid devono riportare sulle confezioni una serie di indicazioni chiare relative a consigli di prudenza, oltre a prevedere la necessaria chiusura di sicurezza.
Sulla tua confezione di liquido per sigaretta elettronica potrai infatti leggere, oltre alla composizione, anche indicazioni come “tenere fuori dalla portata dei bambini”, “nocivo a contatto con la pelle, utilizzare i guanti quando si ricarica la sigaretta elettronica”, “non ingerire” e i consueti simboli di pericolo.

Vendita sigarette elettroniche: normativa italiana

A proposito della vendita di sigarette elettroniche e liquidi di ricarica, il recente Decreto direttoriale AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) datato 16 marzo 2018 comporta importanti novità relative alla regolamentazione sui liquidi, al rispetto del criterio di prevalenza per gli esercizi di vicinato e alla vendita ai minori.
Intanto vediamo insieme i cambiamenti più rilevanti per i vaper.

Sigaretta elettronica: regolamentazione sui liquidi

Hai notato un incremento dei prezzi degli e-liquid negli ultimi mesi? Ti spieghiamo cosa è accaduto.
Un emendamento del Governo alla legge di Bilancio con relativo decreto fiscale, approvato lo scorso dicembre, ha stabilito che ai liquidi per le sigarette elettroniche deve essere applicata un’imposta sul consumo che, su una bottiglietta da 10 ml, si attesta all’incirca a 4€. Sono invece esclusi i dispositivi meccanici ed elettronici e le parti di ricambio, che restano a libero mercato. Come confermato da una sentenza della Corte Costituzionale, l’imposta riguarda anche i liquidi senza nicotina, soprattutto per tutelare i più giovani, per i quali rappresentano una grande attrattiva.

Questa novità è stata accolta con grande malcontento dagli svapatori, che hanno visto improvvisamente lievitare i prezzi dei liquidi, e con preoccupazione da commercianti e produttori di sigarette elettroniche, che hanno visto vacillare il mercato delle e-cig.
Ma come è stato motivato questo emendamento? Queste norme hanno l’obiettivo di regolamentare un settore delicato che impatta sulla salute pubblica.

In molti sostengono però che questo emendamento mini pericolosamente il mercato delle sigarette elettroniche, meno dannose delle sigarette tradizionali. Ha scatenato infatti polemiche e dissensi, tanto da indurre l’attuale Governo a riesaminare la questione e a valutare la possibilità di ripristinare la condizione precedente. Non ci resta che attendere nuovi sviluppi.

Sigarette elettroniche: legge sulla vendita online

Una novità importante sul mercato delle e-cig riguarda la vendita online. Il testo dell’emendamento recita: “È vietata la vendita a distanza di prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, ai consumatori che acquistano nel territorio dello Stato”.
Si tratta di una versione aggiornata dell’emendamento che, anche in questo caso, lascia al libero mercato il commercio delle parti meccaniche, e pone sotto lo stretto controllo dei Monopoli la vendita dei liquidi (con e senza nicotina).

Cosa vuol dire questo? Che potrai acquistare online sigaretta elettronica e accessori, ma dovrai recarti fisicamente presso un negozio autorizzato per acquistare liquidi e aromi per e-cig.

Divieto di vendita di sigarette elettroniche ed e-liquid ai minori

Uno dei principali obiettivi della legge sulle sigarette elettroniche riguarda la tutela della salute pubblica e, in particolare, dei minori, per i quali viene espressamente vietata la vendita di liquidi (con o senza nicotina).
Cosa comporta questa norma? Così come si fa già per le “bionde”, anche per la vendita di e-liquid i negozianti sono ora tenuti a verificare l’età degli acquirenti sia in caso di vendita diretta (con l’esibizione del documento d’identità), sia in caso di vendita mediante distributori automatici.

Sigaretta elettronica: dove si può fumare in Italia

In Italia si può svapare in spazi chiusi o in locali pubblici come scuola o ufficio?

La e-cig è diversa dalla classica sigaretta di tabacco, questo è evidente, ma come abbiamo visto viene in alcuni casi regolamentata come una “bionda”. Quindi una domanda potrebbe essere lecita: nei luoghi in cui c’è l’espresso divieto di fumo, sigaretta elettronica e vaporizzatore personale possono essere utilizzati senza incorrere in sanzioni?
Inoltre, dove si può “fumare” la sigaretta elettronica?
Facciamo un po’ di chiarezza sugli ambienti che consentono l’uso della sigaretta elettronica, divieti e permessi.

Divieto sigaretta elettronica: luoghi chiusi e locali pubblici

Per quanto concerne i luoghi in cui è consentito l’uso della sigaretta elettronica, ambienti chiusi e locali pubblici vengono gestiti con molte eccezioni.

Infatti, per alcuni specifici locali pubblici c’è il divieto di svapo:

    • centri per l’impiego o per la formazione professionale
    • ospedali
    • scuole di comunità di recupero o di istituti di correzione minorili
    • istituzioni scolastiche (paritarie o statali)

Negli altri luoghi pubblici non è proibito svapare: è quindi possibile utilizzare le e-cig senza incorrere in sanzioni, salvo il caso in cui gestori ed esercenti non ne abbiano fatto espresso divieto.

Sigaretta elettronica: ufficio e luogo di lavoro

Sai che il classico cartello “vietato fumare” si riferisce, secondo la legge, ai soli prodotti contenenti tabacco? Ciò significa che tale divieto non è valido per le sigarette elettroniche. Salvo, però, che il datore di lavoro non ne abbia fatto esplicito ed ufficiale divieto, mediante affissioni e regolamento aziendale.

Sigarette elettroniche a scuola: cosa dice la legge

La sigaretta elettronica a scuola è vietata a studenti e docenti. Tale divieto è esteso anche a tutti gli ambienti aperti adiacenti l’edificio scolastico, quali cancelli, cortili e giardini.
Nonostante l’e-cig non generi fumo, ma vapore acqueo, la linea adottata dai Presidi su indicazione del Ministro della Salute è molto rigida.

Conclusioni sulle normative in tema di e-cig

Per concludere, se ti stai chiedendo perché ci sono tante leggi disposte per regolamentare l’uso delle e-cig, la risposta è semplice.

Pur avendo riconosciuto i vantaggi della sigaretta elettronica, ritenuta un valido aiuto per smettere di fumare, il suo uso “libero” e non regolamentato potrebbe incentivare al consumo, anche da parte dei più giovani e dei non fumatori

Condividi

Torna sopra