Divieto di fumare in spiaggia: ecco le novità del 2020

Divieto di fumare in spiaggia: ecco le novità del 2020

In molti comuni italiani è vietato fumare in spiaggia. Vediamo cosa dice la legge sul fumo e sullo svapo sui litorali.

In molte località turistiche e balneari vige il divieto di fumare in spiaggia e le multe per i trasgressori sono molto salate. Da dove nasce il divieto di fumare in spiaggia? Quali sono le regole in Italia? Esistono dei comuni dove si può fumare in spiaggia? E soprattutto: quali sono le norme che si applicano per chi vuole svapare in spiaggia? Ne parliamo in questo articolo.

In spiaggia si può fumare?

All’estero, sono molti i Paesi ad aver già introdotto da anni questa regolamentazione. È così sulle spiagge della Gran Bretagna e in quelle degli Stati Uniti, oltre che su molte spiagge Francesi (come la Costa Azzurra, Nizza e Côte des Basques). E in Italia?

Nel nostro paese la prima spiaggia virtuosa è stata quella veneziana di Bibione, che si è dichiarata “no smoking” già nel 2014. Ma le cose hanno cominciato a muoversi più diffusamente soltanto nel 2017, con iniziative locali e la definizione di diverse spiagge “smoking free”.

Fumo in spiaggia: ecco i comuni in cui è vietato fumare in spiaggia

Negli anni le ordinanze comunali si sono moltiplicate, ma questo non basta. Ma quali sono i comuni in cui è già stato confermato il divieto di fumare in spiaggia? E cosa cambia nel 2020?

Qualche esempio di comune virtuoso

Per ora, tra i comuni in cui il divieto di fumare in spiaggia è già effettivo, c’è innanzitutto quello di Bibione in Veneto. In Sardegna diverse amministrazioni comunali hanno seguito il suo esempio: come i comuni di Stintino, Castiadas, Sassari e Olbia. In Sicilia, invece, non si può fumare in spiaggia a Lampedusa e Linosa, nelle Marche è vietato a San Benedetto del Tronto, l’Emilia Romagna ha posto il veto per i litorali di Rimini, Ravenna e Cesenatico. La Liguria ha interdetto il fumo a Savona e Lerici e in Puglia è vietato accendere sigarette in spiaggia a Porto Cesareo. Nel Lazio, numerosi comuni hanno scelto di adottare questa misura per salvaguardare salute, decoro urbano e ambiente: si tratta di Ladispoli, Anzio, Ponza e Latina.

Ai comuni che già aderivano allo “smoking free”, si aggiungono altri paradisi del nostro litorale.

La spiaggia di Tuerredda, a sud di Cagliari, per esempio, vero e proprio paradiso in terra, ha introdotto il divieto di fumare liberamente in spiaggia. Saranno allestite, però, delle aree riservate per il fumo.

Anche il comune di Fiumicino, che comprende anche la frazione di Fregene sulla costa romana, ha stabilito nuove restrizioni con un divieto assoluto di fumo, non solo sotto l’ombrellone o sulla battigia, ma ovunque. Ogni gestore sarà libero però di definire delle aree attrezzate per i fumatori, sempre all’interno del perimetro del proprio stabilimento.

Rimini, uno dei litorali più frequentati e amati da moltissimi italiani e turisti stranieri, ha confermato il divieto di fumare sulla battigia. Questo provvedimento, introdotto già nell’estate dello scorso anno, ha lo scopo primario di combattere l’inquinamento delle cicche di sigaretta che rimangono nella sabbia.

Il divieto di gettare le cicche in spiaggia, invece, è ovviamente sempre valido in ogni spiaggia. Rispettarlo dovrebbe dipendere dal senso civico e dall’educazione di ognuno, non solo dal timore di controlli e multe.

Divieto di fumo in spiaggia: quali sono le sanzioni per chi trasgredisce

Occhio quindi ai cartelli che impongono il divieto di fumo in spiaggia. Le sanzioni per i trasgressori sono decisamente salate e vanno dai 25 ai 500 euro. Chi vigila sull’osservanza delle ordinanze comunali? La polizia municipale è autorizzata a fare sopralluoghi e può comminare le sanzioni, per il divieto di fumo e per le eventuali “cicche in spiaggia”.

Divieto di fumo in spiaggia: ecco perchè esiste questa legge

Ma perché si tiene tanto ad estendere il divieto di fumo in spiaggia? Negli ultimi anni sta crescendo la consapevolezza dei danni provocati dal fumo, con particolare attenzione anche al fumo di terza mano e, quindi, ai residui come cenere e mozziconi di sigaretta.

Proprio questa rinnovata coscienza sta spingendo molte amministrazioni comunali ad estendere il divieto di fumo anche alle spiagge. Bisogna specificare, però, che la cosiddetta legge anti fumo, approvata e in vigore dal 2003, non vieta le sigarette in spiaggia. Non esiste cioè una vera e propria legge che prevede il “divieto fumare in spiaggia”. Piuttosto, le singole amministrazioni comunali, specie quelle più attente alla salute e all’ambiente, hanno deciso negli anni di emettere ordinanze anti fumo.

In linea generale il divieto di fumo è presente sia sulla spiaggia libera che negli stabilimenti privati, lungo la battigia e per 10 metri di distanza dal bagnasciuga. Alcuni comuni più severi, estendono il divieto anche in acqua e fino a 200 metri dalla riva.

Le regole imposte dalle ordinanze sono comunque sempre ben segnalate all’ingresso delle spiagge

Il fumo di sigaretta è dannoso per la salute

Ma perché molti comuni hanno preso questa iniziativa? Il fumo può essere un elemento di disturbo in spiaggia. Oggi tutti sanno quanto sia dannoso per la salute fumare le sigarette tradizionali e altri derivati del tabacco. In moltissimi conoscono bene anche la pericolosità del fumo passivo, cioè quello che viene disperso nell’ambiente e involontariamente respirato da chi si trova in prossimità di fumatori attivi.

C’è poi il fumo di terza mano: parliamo di tutti i residui della combustione depositati sugli abiti dei fumatori e sulle superfici degli ambienti in cui si fuma, della cenere prodotta e delle stesse cicche di sigaretta spente dal fumatore.

Mozziconi di sigaretta: un pericolo per l’ambiente

Molto spesso i mozziconi di sigaretta vengono purtroppo dispersi in modo irresponsabile, senza pensare alle conseguenze che ciò comporta per l’ambiente e per la nostra salute. E così ci ritroviamo con strade, parchi, giardini e spiagge piene di mozziconi di sigaretta.

Un panorama non proprio piacevole, soprattutto in un luogo di vacanza!

Impegno a contrastare l'inquinamento da fumo in spiaggia

Per contrastare l’inquinamento da sigaretta, le amministrazioni stanno introducendo divieti e sanzioni, prevedendo l’installazione di apposite aree fumatori con raccoglitori di mozziconi. Tuttavia, per ottenere un reale beneficio, la soluzione più semplice e salutare per tutti sarebbe quella di smettere di fumare o passare alla sigaretta elettronica che è notevolmente meno dannosa, non produce puzza di fumo e non lascia residui. Utilizzare la sigaretta elettronica non infastidisce inoltre le altre persone intorno a noi sulla spiaggia.

Ma cosa dice l’ordinanza riguardo allo svapo e all’utilizzo di e-cig?

Si puó "fumare" in spiaggia la sigaretta elettronica?

Molti vaper si stanno chiedendo se si può fumare in spiaggia con l’e-cig.

La legge italiana sul fumo non sempre distingue nettamente bionda e vaporizzatore. Tuttavia, dal momento che il divieto di fumo in spiaggia serve a tutelare la salute delle persone e l’ambiente dall’inquinamento da fumo di sigaretta, il provvedimento di fatto non riguarderebbe le sigarette elettroniche.

Alcune ordinanze chiariscono invece espressamente questo dubbio, precisando che “ai bagnanti sarà concesso di fumare solo la sigaretta elettronica”. Per questo, la e-cig rimane la migliore soluzione. Stessa cosa si può dire per la possibilità di svapare in viaggio.

In ogni caso, per evitare una brutta sorpresa che rovini la vacanza, è sempre meglio fare una verifica prima di rilassarsi e cominciare a svapare.