Fumare o svapare all'estero

Fumare o svapare all'estero

Dai divieti alle sanzioni, passando per la difficoltà di reperire e-cig e liquidi: ecco come cambia la normativa sul fumo e sullo svapo all’estero.

Quando ci si trova a dover uscire dal proprio Paese, per un viaggio di lavoro o per svago, la domanda che ogni fumatore e vaper si pone prima di partire è: il fumo o lo svapo all’estero sono consentiti? Il dubbio è lecito, dal momento che in Europa e nel resto del mondo la normativa cambia e le regole possono differire anche sensibilmente. Così ci si chiede anche: fumare in stanza all’estero è vietato? Oppure: dove è possibile comprare i liquidi per la sigaretta elettronica all’estero?

Vediamo insieme in questo articolo quali sono le condizioni per fumare e per lo svapo all’estero senza pensieri.

Come e dove fumano all'estero?

Che sia poco dopo il confine o dall’altra parte del globo, quando si viaggia per ogni fumatore o vaper si presenta lo stesso dilemma: come e dove fumano all’estero? Ogni Stato ha le proprie regole. Una generalizzazione non è possibile, anche se possiamo affermare che all’interno dell’Unione Europea gli Stati membri hanno regole simili. Alcune situazioni specifiche, poi, possono cambiare da zona a zona.

Per esempio, è vietato fumare in condominio anche all’estero? Generalmente sì, ma è comunque opportuno verificare il divieto con il proprietario di casa o con chi affitta il locale. Fumare in stanza all’estero, poi, in certi Stati può perfino costarvi la caparra.

La situazione del fumo e dello svapo in Europa

In Italia, il divieto di fumare nei luoghi chiusi è stato introdotto nel 2005 con la legge Sirchia. All’epoca, nel resto d’Europa, era invece ancora in gran parte consentito fumare al chiuso, nei pub, nei ristoranti, nelle aree comuni, senza distinzione tra fumatori e non fumatori. ● In Belgio, per esempio, questo divieto è stato introdotto nel 2006. Nel 2021, sempre in Belgio, la vendita di sigarette sarà disincentivata, perché le bionde saranno nascoste dagli espositori e non più in bella vista. ● In Germania la legge federale, che vieta il fumo nei locali pubblici e al chiuso, è entrata in vigore tra il 2007 e il 2008, ma molte città faticano a farla rispettare. Non è così infrequente, infatti, ritrovarsi in un locale di Berlino pieno zeppo di fumatori. ● La Francia ha vietato il fumo al chiuso nel 2008. ● La Spagna lo ha vietato nel 2011. ● In Gran Bretagna è vietato fumare nei luoghi chiusi dal 2007. In Scozia il divieto vige anche per chi guida l’auto. ● Anche la Svizzera, seppure fuori dall’Unione Europea, ha fatto a lungo resistenza. Il divieto di fumare nei locali pubblici chiusi e nei luoghi di lavoro risale solo al 1° maggio 2010. È quindi vietato il fumo nei ristoranti, negli uffici, negli edifici pubblici e sui mezzi di trasporto, mentre è consentito all’aperto e in casa.

Per quanto riguarda lo svapo in Europa, invece, la situazione può cambiare. La normativa non è sempre chiara. In generale, come già accennato, salvo provvedimenti specifici, quello che vale in Italia vale anche nel resto d’Europa. Questo accade perché le leggi italiane sono spesso ricezioni di provvedimenti europei.

La più recente è la TPD (Tobacco Product Directive, cioè la Direttiva sui prodotti del tabacco), recepita in Italia nel 2016. La TPD ha lo scopo di tutelare la salute dei consumatori e di monitorare i prodotti introdotti sul mercato, richiedendo – tra gli altri - test, controlli e certificazioni. Ogni prodotto, infatti, prima di essere messo in vendita deve essere notificato alle Autorità nazionali, tra cui il Ministero della Salute, tramite un portale comune europeo.

Acquisto di liquidi per la sigaretta elettronica all'estero: in Europa alcuni casi critici

Per quanto riguarda l’acquisto di liquidi per la sigaretta elettronica all’estero, le regole degli altri paesi europei sono solitamente simili a quelle italiane. Con alcune eccezioni.

Per esempio, in Austria la vendita delle sigarette elettroniche, dei ricambi, degli aromi e dei liquidi, è altamente limitata. Il divieto di vendita vale anche per i liquidi senza nicotina. È vietata la pubblicità di prodotti per lo svapo, online e offline. La vendita è consentita solo nei negozi specializzati, ma può comunque risultare macchinoso acquistare liquidi o parti di ricambio quando si viaggia. È più comodo farsi una piccola scorta e portarsela in viaggio da casa, senza fare affidamento sulla possibilità di reperirli in loco.

Anche la Norvegia è molto rigida nei confronti delle e-cig e la questione è ancora dibattuta. Al momento è vietato vendere sigarette elettroniche o liquidi per e-cig contenenti nicotina. La soluzione è presentare un documento redatto da un medico locale che certifichi la necessità dell’e-cig come strumento per smettere di fumare. Da qualche mese, però, è in discussione un nuovo criterio di attuazione della normativa, più vicino alla Tobacco Product Directive che prevede la revoca della norma che vieta la vendita di sigarette elettroniche e l’introduzione di un sistema di regolamentazione che recepisce maggiormente la direttiva UE. Prima di essere immessi nel mercato, i nuovi prodotti devono essere presentati e autorizzati almeno sei mesi prima.

Rimanendo in zona scandinava, anche la Svezia è molto severa con gli svapatori. Nell’estate del 2019 ha emanato nuove restrizioni che riguardano l’uso delle e-cig nei luoghi pubblici all’aperto, come per esempio nelle stazioni ferroviarie, presso le banchine dei mezzi pubblici, nei ristoranti all’aperto e nei parchi giochi. La Svezia ha iniziato a contrastare non solo il fumo “tradizionale”, ma anche il vaping, nell’ottica di proteggere le fasce più deboli della popolazione dal fumo passivo, primi su tutti i bambini. Il fumo e lo svapo sono quindi consentiti solo nelle aree dedicate ai fumatori, solitamente presenti in ogni luogo pubblico. Il paese ha l’obiettivo di diventare “smoking free” entro il 2025.

Fumo in Europa: l'elenco dei Paesi dove è vietato

Per avere un quadro più ampio, può essere utile sapere che ad oggi è vietato fumare nei luoghi pubblici e al chiuso, pur con alcune differenze, in Austria, Andorra, Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lituania, Macedonia, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Ungheria.

La situazione del fumo e dello svapo nel resto del mondo

Se in Europa la situazione è piuttosto omogenea, seppur con qualche eccezione, il discorso si fa più complicato varcando i confini dell’Area Schengen. È importante, prima di partire, documentarsi sulle norme in vigore, facendo attenzione agli eventuali aggiornamenti. La legislazione sul fumo e sul tabacco è infatti in continua evoluzione ed è cruciale che le informazioni siano aggiornate.

Lo svapo, per esempio, è sempre vietato in Antigua e Barbuda, Argentina e Venezuela. Anche a Singapore è proibito svapare, mentre il Giappone lo concede ma solo con liquidi senza nicotina. In Australia le sigarette elettroniche sono in vendita dietro richiesta medica e i liquidi in commercio sono quelli senza nicotina. In Nuova Zelanda, invece, non sono presenti particolari restrizioni. È del 2019, infatti, una campagna di informazione pubblica per incoraggiare e supportare i fumatori a passare al vaping.

In Vietnam e in Cambogia sono vietati sia la vendita che l’utilizzo della sigaretta elettronica. In Thailandia, meta ambita da moltissimi italiani, bisogna fare estrema attenzione. Dal 2016, una legge thailandese vieta l’esportazione e l’importazione delle sigarette elettroniche. Non solo la vendita, ma anche il possesso è vietato. Chi viene trovato con una e-cig, compresi gli stranieri presenti come turisti, rischia una multa pari a cinque volte il valore del bene. A questa può aggiungersi una pena che può arrivare fino a cinque anni di reclusione.

In Cina è invece consentito svapare senza particolari regole. Via libera anche in India, ma attenzione alle varie regioni: il Kashmir e il Punjab, per esempio, tra le mete turistiche più popolari, proibiscono il commercio di sigarette elettroniche.

Tra le nazioni del continente africano c’è più incertezza legislativa. Quello che è sicuro è che in Uganda il divieto di svapo è assoluto.

Consigli per fumare e svapare all'estero

Prima di partire per il mondo, insomma, è opportuno informarsi tramite fonti ufficiali (come il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina) per evitare grossi guai già all’aeroporto o, peggio, in loco.

Meglio non commettere leggerezze che possano rovinare l’intero viaggio e, se possibile, portare con sé sia la propria amata sigaretta elettronica che i liquidi. Comprare i liquidi per le sigarette elettroniche prima di partire, nei Paesi dove svapare è permesso, è la soluzione migliore per risparmiare e per non incorrere in spiacevoli inconvenienti!