Accendino antivento, USB e ricaricabili: ecco quale accendino scegliere

Accendino antivento, USB e ricaricabili: ecco quale accendino scegliere

I tipi di accendini presenti sul mercato sono tantissimi: ecco quali sono i più utilizzati, come sceglierli e quali sono le migliori alternative.

Ogni fumatore ha il suo tipo di accendino preferito. Un dispositivo che accompagna sempre e ovunque gli appassionati delle bionde. Indispensabile accessorio per l’accensione della sigaretta, dà il via al rito del fumo. Qualunque fumatore sa quanto l’accendino sia un elemento importante, per questo non sorprende che ognuno abbia le sue preferenze.

I tipi di accendini presenti sul mercato sono tantissimi (e non sempre si conoscono tutte le loro caratteristiche). Quelli più diffusi sono senza dubbio i più piccoli e compatti, perfetti per essere tenuti in tasca. Ma le dimensioni non costituiscono l’unica variabile. La fiamma, ad esempio, fa tutta la differenza del caso in base alla tipologia di fumatore. Quelli a fiamma naturale sono perfetti per le sigarette, quelli a torcia sono adatti a chi fuma sigari, grazie alla capacità di raggiungere temperature elevate.

Che differenza esiste, invece, tra gli accendini usa e getta, quelli USB e i più moderni accendini ecologici? Vediamo quali sono i tipi di accendini più utilizzati, come sceglierli, come ricaricare accendino e quali sono le migliori alternative.

Tipi di accendini

La maggior parte degli accendini in commercio è dotata di un meccanismo che serve a liberare la fiamma. Molti di essi contengono una sostanza infiammabile, di solito il gas butano, che viene rilasciata mentre una scintilla le dà fuoco. Il combustibile è contenuto all’interno di un serbatoio e viene acceso da una pietra focaia o da un dispositivo piezoelettrico, in grado cioè di generare una differenza di potenziale.

Il funzionamento di un accendino comune è molto semplice. La ruota zigrinata sfrega una pietra focaia generando una serie di scintille che, con la fuoriuscita di gas dall’accendino, producono la fiamma. Per ottenere la fiamma è necessaria una pressione del pollice. Questo meccanismo è stato studiato per evitare che i bambini possano azionare il dispositivo.

Le principali macrocategorie nelle quali si possono raggruppare gli accendini sono:

  • Accendini ricaricabili, realizzati in metallo (anche pregiato) e dalla tecnologia superiore. Rientrano in questa categoria gli accendini antichi da collezione.
  • Accendini usa e getta: prodotti a partire dagli anni ’70, sono realizzati in plastica e più economici. Vanno gettati una volta esaurita la carica del gas. A questo punto, infatti, diventano inutilizzabili.

Quando si va alla ricerca di questi dispositivi, però, ci si imbatte spesso in definizioni come accendino antivento, accendino usb o accendino ricaricabile. Vediamo nel dettaglio quali sono le differenze e le caratteristiche di ogni tipologia.

Accendino usa e getta

Gli accendini usa e getta rappresentano la tipologia più comune di accendino a gas. Sono caricati a gas butano, che si infiamma nel momento in cui viene rilasciato e gli viene dato l’innesco con una scintilla. Sul mercato dal 1973, hanno sostituito gradualmente l’accendino classico in metallo, relegando inesorabilmente quest’ultimo nella categoria degli accendini da collezione. Noti a tutti i tabagisti, che almeno una volta nella loro “carriera” si sono trovati a maneggiarli, gli accendini usa e getta impattano sull’ambiente. Realizzati in plastica, infatti, vengono dispersi con facilità e contribuiscono ad aumentare l’inquinamento globale.

Accendino ricaricabile

In termini di sostenibilità ambientale, l’accendino ricaricabile ha senza dubbio una marcia in più. Il suo principio di funzionamento è equiparabile a quello degli accendini usa e getta: il combustibile genera una fiamma che viene innescata grazie ad una scintilla. La differenza sostanziale rispetto ai primi sta nel fatto che, una volta esaurito il liquido, il dispositivo non si getta ma viene ricaricato. Gli accendini ricaricabili sono realizzati (nella maggior parte dei casi) in metallo. A differenza dei modelli in plastica, hanno un ciclo di vita decisamente più lungo. Inoltre è più complicato perderli e gli effetti sull’ambiente vengono mitigati, rendendoli a tutti gli effetti accendini ecologici ed eco-friendly.

Accendino ricaricabile usb

Una variante ancora più moderna dei modelli ricaricabili è rappresentata dagli accendini USB, acronimo di Universal Serial Bus (lo standard di comunicazione utilizzato per collegare unità e dispositivi periferici).

Nel caso dell’accendino a ricarica USB, il funzionamento è garantito da batterie ricaricabili che non necessitano di liquido infiammabile. Una volta esaurita la carica della batteria, infatti, basta collegare l’accendino alla presa USB per ricaricare il dispositivo.

Le tecnologie utilizzate sono al plasma e a filamento.

  • La batteria a filamento è meno potente e permette di accendere soltanto sigarette, ma garantisce un maggior numero di accensioni per ricarica: fino a 250.
  • Quelli al plasma, soprattutto a doppio arco, consumano invece più energia ma garantiscono anche una capacità di accensione superiore. Il numero di accensioni degli accendini usb al plasma raggiunge quota 100 per quelli a singolo arco e circa 60 per quelli a doppio arco.

A determinare durata della carica, tempo di ricarica e numero di cariche possibili sono diverse variabili. La prima è senza dubbio la dimensione della batteria, che può essere più o meno grande e, di conseguenza, avere un prezzo diverso. Anche il numero delle ricariche che si possono effettuare dipende dalla qualità della batteria: alcuni modelli ne garantiscono fino a mille.

Accendino antivento

Cosa si intende, invece, quando si parla di accendini antivento? Questa caratteristica accomuna tutti i modelli fino ad ora elencati, ma con delle differenze.

  • Nei modelli tradizionali è presente una piccola protezione che copre la base della fiamma. I modi per rendere un accendino antivento sono tuttavia molti: ad esempio, sia una fiamma con uno stoppino alimentata da benzina che un becco bunsen permettono di resistere alle correnti d’aria.
  • Per quanto riguarda l’accendino ricaricabile, invece, va senz’altro citato il modello elettrico con ricarica usb senza fiamma. Questa soluzione è ecologica ed antivento: permette infatti al fumatore di usare il dispositivo all’aperto e di portarlo con sé anche in aereo, grazie all’assenza di gas.

I migliori accendini antivento risultano essere quelli a torcia, dotati di una fiamma molto forte, e quelli al plasma, che usano bobine elettriche.

Come ricaricare un accendino

Per ricaricare un accendino ricaricabile sono sufficienti una boccetta di liquido infiammabile e una bomboletta di gas butano con adattatori. L’operazione va eseguita rigorosamente in un ambiente ventilato e con l’accendino completamente scarico. Il dispositivo va capovolto e bisogna inserire il becco del gas sulla valvola, per circa 5 secondi. Una volta fatto ciò, bisogna spingere per favorire il rilascio del gas da immettere nell’accendino. Terminata la ricarica, occorre togliere il beccuccio dalla fiamma e posizionare verticalmente il dispositivo. Soltanto dopo qualche minuto si può ruotare la rotella e accendere.

Se il dispositivo non si accende o non funziona correttamente, è possibile che sia rimasta dell’aria nel serbatoio. Questa si accumula ricarica dopo ricarica e, occupando troppo spazio, riduce o azzera la durata della carica. In questo caso bisogna premere sulla valvola per favorire l’uscita dell’aria. Se la sostanza che fuoriesce è fredda, si tratta di gas, mentre se è a temperatura ambiente è aria. Una volta ultimata l’operazione si potrà procedere con la nuova ricarica.

Dall’accendino ecologico alla sigaretta elettronica

Per chi desidera affrancarsi dal fai da te e fare a meno degli accendini, esiste un’alternativa decisamente più comoda e, potenzialmente meno dannosa delle sigarette tradizionali: le sigarette elettroniche.

Le e-cig rappresentano il modo più efficace per emanciparsi dagli accendini e, soprattutto, dalle bionde tradizionali. Questi dispositivi non contengono tabacco e catrame. Inoltre non sprigionano fumi, in quanto al loro interno non avviene alcun tipo di combustione.

Un tabagista che decide di passare alle sigarette elettroniche può contribuire a ridurre i problemi ambientali dovuti al processo di smaltimento degli inquinanti mozziconi di sigaretta e degli accendini esausti.

Le e-cig possono rappresentare inoltre un valido aiuto per smettere di fumare. Infatti uno dei principali ostacoli per chi cerca di abbandonare le sigarette è proprio il brusco distacco dalla nicotina. I liquidi delle sigarette elettroniche, come i Liquidpods di blu®, sono invece disponibili in diverse concentrazioni di nicotina che può variare da 0mg/ml a 18mg/ml. Questo può aiutare aiuta il fumatore ad affrancarsi in maniera graduale e consapevole dalla nicotina e dalle sigarette tradizionali.

I liquidi per sigarette elettroniche sono inoltre disponibili in un’ampia varietà di gusti. Si va dai classici tabaccosi ai vanigliati, da quelli fruttati agli aromi freschi e mentolati. Se vuoi saperne di più e desideri toccare con mano una sigaretta elettronica myblu®, inserisci il codice postale o il nome della tua città nel nostro store finder per trovare subito i rivenditori di sigarette elettroniche più vicini a te.