Vendita sigarette elettroniche: ecco la normativa in Italia

Vendita sigarette elettroniche: ecco la normativa in Italia

Anche le e-cig, come tutti i prodotti, devono sottostare a precise normative di produzione, vendita e utilizzo. Conoscere la legge e i divieti attualmente in vigore ci aiuta a tutelare la nostra salute, fare scelte consapevoli e evitare possibili sanzioni.

Anche in Italia finalmente sta crescendo il mercato della sigaretta elettronica. Molti fumatori si sono convertiti allo svapo convinti dall’alternativa potenzialmente meno dannosa e dalla possibilità di utilizzarle anche in alcuni luoghi chiusi. Ma esiste un divieto di fumo per la sigaretta elettronica? Oggi anche le e-cig, come tutti i prodotti, devono sottostare a precise normative di produzione, vendita e utilizzo. Conoscere la legge e i divieti attualmente in vigore ci aiuta a tutelare la nostra salute, fare scelte consapevoli e evitare possibili sanzioni.

Leggi che regolano la produzione di sigarette elettroniche in Italia

In Europa la normativa comunitaria EUTPD (Tobacco Products Directive) stabilisce le regole fondamentali per la produzione di liquidi da inalazione. In Italia, questa normativa è stata trasposta dal decreto legislativo numero 6/2016. Questo decreto prevede quindi precise indicazioni sulla produzione , sul dosaggio dei liquidi e sulle indicazioni che devono essere apposte sulle confezioni, garantendo in questo modo elevati standard qualitativi nell’ interesse degli svapatori.

Vediamo insieme le indicazioni più importanti.

Certificazione di e-cig e liquidi

Sai che, in tema di sigarette elettroniche, la legge tutela la salute degli svapatori garantendo la qualità dei prodotti? I produttori di e-cig e liquidi, infatti, hanno l’obbligo di notificare anticipatamente (almeno 6 mesi prima) al Ministero della Salute e al Ministero dello Sviluppo Economico una serie di informazioni fondamentali relative al prodotto che intendono immettere sul mercato.

Tra gli altri, devono essere segnalati gli ingredienti, il contenuto di nicotina, i dati tossicologici disponibili e le emissioni del prodotto, la descrizione del processo di produzione conforme alla direttiva. Inoltre, in Italia prima di poter essere commercializzate, tutte le e-cig e i liquidi, con o senza nicotina, devono essere comunicati all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, le quali conducono una seconda verifica sui dati, autorizzandone poi la vendita.

Dosaggio dei liquidi per sigarette elettroniche

Anche il liquido per sigarette elettroniche, contenente o meno nicotina, deve rispettare una serie di requisiti stabiliti dalla legge.

  • Innanzitutto deve contenere solo ingredienti di elevata purezza, limitando le impurità a tracce solo se dimostrato che questo è tecnicamente inevitabile durante il processo di produzione.
  • Inoltre, fatta eccezione per la nicotina, non deve contenere altri ingredienti che possano rappresentare un pericolo per la salute del consumatore.
  • Secondo le attuali normative EUTPD (European Union Tobacco Product Directive), negli e-liquid è consentita una concentrazione massima di nicotina pari a 20 mg/ml.
  • La capacità massima di un contenitore di liquido deve essere di 10 ml, mentre quella dei cleromizzatori di 2 ml.

Per questo motivo è fondamentale acquistare solamente prodotti autorizzati e controllati, evitando produzioni domestiche o liquidi di dubbia provenienza. In tal senso, è vietata in Italia la vendita di “mix-and-vape”, ovvero di liquidi fai da te. Questo per limitare la vendita di prodotti illeciti o contraffatti.

Indicazioni necessarie sulle confezioni di e-cig e liquidi

Secondo la vigente normativa, sigaretta elettronica ed e-liquid devono riportare sulle confezioni una serie di indicazioni chiare relative a consigli di prudenza e avvertenze per la salute ingredienti contenuti e livello di nicotina del liquido, nonchè prevedere la necessaria chiusura di sicurezza “child-proof”.

Sulla tua confezione di liquido per sigaretta elettronica potrai infatti leggere, oltre alla composizione, anche indicazioni come “tenere fuori dalla portata dei bambini”, “nocivo a contatto con la pelle, utilizzare i guanti quando si ricarica la sigaretta elettronica”, “non ingerire” e i consueti simboli di pericolo. E se il prodotto contiene nicotina, troverai l’avvertenza per cui l’uso è sconsigliato ai non fumatori.

Vendita sigarette elettroniche: normativa italiana

A proposito della vendita di sigarette elettroniche e liquidi di ricarica, negli ultimi anni sono state adottate importanti novità relative alla regolamentazione sui liquidi ai negozi autorizzati alla vendita di questi prodotti, nonché alla tutela delle categorie più a rischio, come i minori. Vediamo insieme i cambiamenti più rilevanti per i vaper.

Sigaretta elettronica: regolamentazione sui liquidi

Dal 2015 i produttori di liquidi contenenti o meno nicotina devono pagare una imposta di consumo specifica per millilitro. Nel corso degli anni, tale imposta è stata aggiornata o aumentata, a seconda delle necessità. Dopo vari anni di dibattito e di discussioni parlamentari e di settore riguardo il trattamento più equo da applicare su questi prodotti, che possono rappresentare una valida alternativa per i fumatori adulti, sia la fiscalità che la distribuzione di e-cig e liquidi sono state aggiornate.

Dal 2018 infatti le sigarette elettroniche e i liquidi con o senza nicotina, possono essere venduti esclusivamente in rivendite autorizzate (ovvero tabaccai) e negozi specializzati, ovvero i vape-shop. Inoltre l’imposta di consumo dovuta è stata fortemente ridotta e diversificata a seconda che sia contenuta o meno nicotina. Sono invece esclusi i dispositivi meccanici ed elettronici e le parti di ricambio, che restano a libero mercato.

Come confermato da una sentenza della Corte Costituzionale, l’imposta riguarda anche i liquidi senza nicotina, soprattutto per tutelare i più giovani, per i quali rappresentano una grande attrattiva.

Queste novità hanno certamente aiutato il settore a ripartire: i produttori hanno infatti potuto abbassare i prezzi di vendita, accogliendo sempre più fumatori a provare a passare alle e-cig. Allo stesso tempo, la limitazione delle vendite esclusivamente in tabacchi e vape shop ha escluso dal mercato quei piccoli esercizi commerciali in cui la vendita di liquidi e sigarette elettroniche era marginale e spesso difficile da controllare.

Queste norme hanno l’obiettivo di regolamentare un settore delicato che impatta sulla salute pubblica, ma allo stesso tempo si pongono l’obiettivo di informare sempre più fumatori adulti dell’esistenza di alternative potenzialmente meno dannose al tabacco tradizionale.

Sigarette elettroniche: legge sulla vendita online

L’e-commerce e le vendite online giocano ormai un ruolo primario in tutto il settore di vendite e commercio al dettaglio. Una possibilità di cui anche il settore del vaping può finalmente usufruire. Se nel 2018 era stato introdotto il divieto di vendita a distanza (ovvero online) di liquidi per e-cig, contenenti o meno nicotina, dal 2019 questa restrizione è stata eliminata.

Infatti è oggi possibile per i produttori avere dei siti di e-commerce, tramite cui vendere online i propri prodotti, sia liquidi che device che accessori. Chiaramente questo può avvenire solamente nel rispetto di tutte le leggi previste. La prima è che tale vendita è autorizzata solamente a chi possiede o gestisce un deposito di liquidi da inalazione conforme e autorizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La seconda è che i produttori devono prevedere efficaci meccanismi di controllo e verifica dell’età, evitando ai minori di poter acquistare online questi prodotti.

Cosa vuol dire questo? Che oggi non solo puoi acquistare online sigaretta elettronica e accessori, ma anche i liquidi che preferisci, facendoli arrivare comodamente a casa tua.

Divieto di vendita di sigarette elettroniche ed e-liquid ai minori

Uno dei principali obiettivi della legge sulle sigarette elettroniche riguarda la tutela della salute pubblica e, in particolare, dei minori, per i quali viene espressamente vietata la vendita di liquidi (con o senza nicotina). Cosa comporta questa norma? Così come si fa già per le “bionde”, anche per la vendita di e-liquid i negozianti sono ora tenuti a verificare l’età degli acquirenti sia in caso di vendita diretta (con l’esibizione del documento d’identità), sia in caso di vendita mediante distributori automatici, sia in caso di vendita online.

Sigaretta elettronica: dove si puó fumare in Italia

La e-cig è diversa dalla classica sigaretta di tabacco, questo è evidente, ma come abbiamo visto viene in alcuni casi regolamentata come una “bionda”. Quindi una domanda potrebbe essere lecita: nei luoghi in cui c’è l’espresso divieto di fumo, sigaretta elettronica e vaporizzatore personale possono essere utilizzati senza incorrere in sanzioni? Inoltre, dove si può “fumare” la sigaretta elettronica? Facciamo un po’ di chiarezza sugli ambienti che consentono l’uso della sigaretta elettronica, divieti e permessi.

Divieto sigaretta elettronica: luoghi chiusi e locali pubblici

Per quanto concerne i luoghi in cui è consentito l’uso della sigaretta elettronica, ambienti chiusi e locali pubblici vengono gestiti con molte eccezioni.

Infatti, per alcuni specifici locali pubblici c’è il divieto di svapo:

  • centri per l’impiego o per la formazione professionale
  • ospedali
  • scuole di comunità di recupero o di istituti di correzione minorili
  • istituzioni scolastiche (paritarie o statali)

Negli altri luoghi pubblici non è proibito svapare: è quindi possibile utilizzare le e-cig senza incorrere in sanzioni, salvo il caso in cui gestori ed esercenti non ne abbiano fatto espresso divieto.

Sigaretta elettronica: ufficio e luogo di lavoro

Sai che il classico cartello “vietato fumare” si riferisce, secondo la legge, ai soli prodotti contenenti tabacco? Ciò significa che tale divieto non è valido per le sigarette elettroniche. Salvo, però, che il datore di lavoro non ne abbia fatto esplicito ed ufficiale divieto, mediante affissioni e regolamento aziendale.

Sigarette elettroniche a scuola: cosa dice la legge

La sigaretta elettronica a scuola è vietata a studenti e docenti. Tale divieto è esteso anche a tutti gli ambienti aperti adiacenti l’edificio scolastico, quali cancelli, cortili e giardini. Nonostante l’e-cig non generi fumo, ma vapore acqueo, la linea adottata dai Presidi su indicazione del Ministro della Salute è finalizzata a tutelare i più giovani e dissuaderli da qualsiasi consumo di prodotti destinati esclusivamente a fumatori adulti.

Conclusioni sulle normative in tema di e-cig

Per concludere, se ti stai chiedendo perché ci sono tante leggi disposte per regolamentare l’uso delle e-cig, la risposta è semplice.

Pur essendo molti i Paesi e le autorità sanitarie nel mondo che hanno riconosciuto i vantaggi della sigaretta elettronica, ritenuta un valido aiuto per smettere di fumare, il suo uso “libero” e non regolamentato potrebbe incentivare al consumo, anche da parte dei più giovani e dei non fumatori. Ma soprattutto, le regole e le leggi hanno l’obiettivo primario di tutelare i consumatori, ripulendo il mercato da qualsiasi prodotti non controllato, contraffatto e quindi potenzialmente pericoloso.