Quali sono le leggi sullo svapo in Italia?

Da quando sono state introdotte per la prima volta in Italia 10 anni fa, le sigarette elettroniche hanno subito diverse modifiche, non solo per quanto riguarda i miglioramenti ai prodotti, ma anche relativamente alle normative che ne regolano la produzione e la vendita. Qui di seguito daremo un'occhiata alle leggi sullo svapo in vigore in Italia e in che modo possono influenzare la tua esperienza di svapo.

In che luoghi è vietato svapare in Italia?

Attualmente lo svapo è vietato sui mezzi di trasporto e nei luoghi pubblici. Non sono tuttavia in vigore divieti di svapo in ristoranti, bar o caffetterie, anche se bisogna sempre tener conto del diritto del proprietario dell'esercizio di vietare lo svapo. Per questa ragione, informati sempre prima di iniziare a svapare.

In Italia, vengono applicate restrizioni anche sulla commercializzazione delle sigarette elettroniche, ad esempio è vietato pubblicizzare lo svapo in uno spot televisivo tra le ore 16:00 e le ore 19:00.

Cosa sono le restrizioni sui prodotti?

Le misure e le gradazioni dei liquidi sono attualmente regolati dalle normative EUTPD. Il contenitore di un liquido non può presentare una capacità superiore a 10 ml. Inoltre, la capacità dei cleromizzatori non può superare i 2 ml. La gradazione di nicotina massima per un e-liquid è passata dal 24% al 20%, percentuale consentita attualmente.

Prima di poter vendere un prodotto al pubblico, i produttori di sigarette elettroniche hanno ora l'obbligo di sottoporre le relative informazioni al governo per ricevere l'approvazione. Esiste anche un periodo di grazia di 6 mesi prima che un articolo sottoposto al vaglio possa essere messo in vendita.

blu® sostiene queste procedure poiché garantiscono che tutti i prodotti venduti agli svapatori rispettino elevati standard qualitativi e gli interessi dei consumatori.